Kartonger
Un intrinseco viaggio interpersonale, mi attacco alla teoria Junghiana, guardare dentro e essere teleguidato della psiche, delle memorie remote, dei sogni trascorrendo luoghi ormai dimenticati o forse mai visti.
Il processo artistico si basa su trascrivere sul supporto, in questo caso cartaceo e di materiale di recupero, come imballaggi e cartoni dei pacchi di utilizzo quotidiano, forme semplice come quelle dei bambini privi delle contaminazione sociale e stilistiche. Istintivamente nascono volumi, sagome, segni sempre di colori vivaci, forse rimanenze incosciente della mia cultura folk sudamericana, fatto che mi porta all’utilizzo dei materiali di recupero. La mancanza di risorse economiche, ci insegna a mettere a prove la creatività, cercando soluzione ai problemi.
Da un’altra parte viviamo in un mondo di saturo di rifiuti che continuiamo a produrre e dove smaltire in discarica non è più una soluzione, é arrivato il momento di riutilizzare e recuperare il più possibile materiali utile dai nostri rifiuti.
